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O
Sport, diletto degli dei, essenza di vita, messaggero radioso di
età perdute, di quelle età in cui l’umanità sorrideva.
O
Sport, tu sei la bellezza! Tu generi l’armonia, tu ritmi i
movimenti, tu dai grazia alla forza.
O
Sport, tu sei l’audacia! Tutto il significato dello sforzo
muscolare si riassume in una parola: osare.
O
Sport, tu sei l’onore! I titoli che tu conferisci non hanno
alcun valore se sono conquistati altrimenti che nell’assoluta
lealtà e nel disinteresse assoluto.
O
Sport, tu sei la gioia! Al tuo richiamo la carne è in festa e gli
occhi sorridono.
O
Sport, tu sei il progresso!
Per
poterti bene servire bisogna che l’uomo si renda migliore nel
corpo e nell’anima.
O
Sport, tu sei la pace! Tu stabilisci rapporti sereni fra i popoli
avvicinandoli nel culto della forza controllata, organizzata e
signora di sé.
Ode
allo Sport di Hohrod ed Eschbach
(pseudonimo con
cui il barone Pierre de Coubertin la presentò ai Concorsi
d’Arte delle Olimpiadi di Stoccolma, nel 1912) |